Billa Baraccone


Ghostbox Billa - Baraccone, Cuneo


Per avere un quadro completo dell’attuale situazione del sistema commerciale italiano è necessario analizzare, oltre ai fenomeni di declino che hanno interessato i centri commerciali, anche le dinamiche di crisi delle medie e grandi strutture di vendita che occupano ampie porzioni strategiche nel tessuto urbano. La dismissione di tali edifici è strettamente legata alle sorti delle società della grande distribuzione organizzata e alle loro scelte imprenditoriali, più variabili e mutevoli rispetto a quelle degli operatori dei centri commerciali. Le strutture indipendenti basate sul modello big box (superstores, ipermercati e strutture specializzate) sono, infatti, più facilmente soggette ai cambi di insegna commerciale: il passaggio di proprietà da un operatore ad un altro avviene in maniera alquanto semplice durante il ciclo di vita di tali edifici in quanto richiede, di volta in volta, solo piccoli interventi di adeguamento alle nuove categorie di vendita. Talvolta accade che alcune strutture, troppo vecchie, obsolete o mal posizionate, vengano “dimenticate” dagli operatori ed entrino a far parte di quel grande patrimonio di edifici dismessi di cui sono ricche le città italiane. Questo fenomeno ha colpito sia i grandi magazzini e le superfici di vendita delle aree centrali (come i numerosi punti di vendita Upim o Iperstanda), sia le realtà commerciali periferiche ed extraurbane, fallite a causa della continua sovrapposizione dei bacini di utenza con le strutture concorrenti più nuove. In entrambi i contesti gli edifici, non più sufficientemente produttivi (ad esempio a causa delle dimensioni troppo ridotte) o falliti insieme alle insegne che li gestivano, restano abbandonati per anni, in attesa che nuovi operatori commerciali provino a prendere il posto di quelli vecchi.

Questo il caso, ad esempio, del ex-Billa di Baraccone, a pochi minuti da Alba, una struttura di circa 2.500 mq dismessa da più di tre anni. Come questa, alcune altre strutture sono rimaste abbandonate per anni, l’ex-Esselunga di Varedo, di Castellanza o di Pioltello (trasformata oggi in un centro sanitario).

G.C.


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