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Integrazione


Dieci anni fa, il fatto che un ufficio della motorizzazione o una chiesa aprissero all’interno di un mall era considerato un campanello d’allarme, un primo segnale di declino. Oggi queste funzioni alternative sono ben accette poiché attirano traffico e potenziali consumatori per le strutture commerciali esistenti” [1] . Negli ultimi anni negli States i malls si sono svuotati di migliaia di negozi, costretti dalla crisi a chiudere o a spostarsi in strutture più performanti. Il vuoto che rimane è un segno evidente della crisi, perfettamente visibile agli occhi del consumatore, e pertanto necessita di essere rapidamente colmato dalla proprietà del centro che, per la mancanza di affittuari tradizionali, spesso si rifugia in funzioni alternative. Oggi è comune trovare nei malls meno performanti attività che integrano quella commerciale e che riattivano i flussi dei consumatori diretti al mall. Allo stesso modo le nuove funzioni ritrovano specifici vantaggi nella vicinanza con le attività di vendita per il costo degli spazi, la dimensione delle superfici, la localizzazione, l'accessibilità e per la presenza di servizi aggiuntivi già presenti nella struttura. Le funzioni più comuni sono quelle civiche, religiose, culturali e educative e i numerosi casi di successo analizzati evidenziano i vantaggi dei sistemi multifunzionali che si sono generati in seguito alla crisi della sola attività commerciale e fanno riflettere sugli effettivi limiti delle strutture monofunzionali che ancora oggi vengono replicate in tutti i contesti nazionali.

G.C. 

[1] Jopson Barney, America’s malls seek a life beyond retail, Financial Times, 8 febbraio 2013.