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Sostituzione


L’approccio più radicale al problema della dismissione è piuttosto comune nel contesto statunitense e può essere determinato da motivi diversi, che vanno dallo stato fisico dei luoghi dismessi, spesso rimasti abbandonati per molti anni e soggetti a forte degrado, all’incompatibilità delle vecchie strutture con le nuove funzioni. Spesso in seguito alla demolizione del deadmall emerge la tendenza a prediligere comunque la funzione commerciale e a riproporre le tipologie del lifestyle center, del town center o di nuovi quartieri mixed-use. Quest’ultimo format sembra essere il più apprezzato nel mercato immobiliare statunitense, poiché garantisce agli investitori privati un ritorno economico certo, mantenendo preponderante il carattere commerciale dell’area. Laddove le capacità di investimento risultano minori o non ci sono le condizioni per un insediamento mixed-use, i malls dismessi vengono spesso sostituiti da complessi monofunzionali, come power center o supercenter. In questo caso, le trasformazioni non rispondono a strategie architettoniche particolari, ma alla sola domanda di mercato che porta a demolire il vecchio formato per fare spazio a nuovi edifici big box più redditizi. A volte, invece, a causa dell’eccessiva concorrenza presente nell’area o per problemi di accessibilità che rendono il luogo inadatto ad una nuova funzione di vendita, l’area perde il suo valore commerciale e diventa più complesso trovare gli investitori interessati ad un processo di trasformazione. Tuttavia, se il mall fallito occupa un’area centrale nella città, le funzioni residenziali e direzionali rappresentano possibili alternative per le amministrazioni comunali alla ricerca di nuovi investitori.

G.C.