Il Fare


Deadmall - Gallarate, Varese


Anche le strutture realizzate a partire da interventi di riuso o trasformazione delle aree industriali abbandonate sono state colpite da dinamiche di dismissione. ll centro commerciale il Fare di Gallarate, in provincia di Varese, rappresenta, in questo senso, una storia di fallimento piuttosto recente. La struttura, inaugurata nel maggio 2007 dopo anni di critiche, è stata costruita sui terreni dell’ex manifattura Borgomaneri allo scopo di recuperare una grande area industriale dismessa. Il centro commerciale, che si sviluppa su quattro piani per una superficie complessiva di 20.000 m2 (16.000 m2 di gla), avrebbe dovuto ospitare 75 negozi, secondo le aspettative dell’amministrazione comunale, tuttavia non è mai andato oltre quota 50 e già all’inizio del 2009 erano solo 25 i punti vendita attivi. Il momento decisivo per il declino della struttura si è registrato nel gennaio del 2009 con la chiusura del punto vendita Granmercato, che rappresentava l’ancora alimentare, e da quel momento il flusso di consumatori nel centro ha subìto un progressivo calo. Nonostante ciò, molti negozianti hanno trovato nella dimensione contenuta e nella scarsa attrattività dell’anchor le principali cause della dismissione del centro, poco competitivo rispetto alle numerose alternative nella zona. Pur essendo localizzato nel tessuto urbano di Gallarate, l’insediamento non è riuscito ad entrare nelle dinamiche dei consumatori e a trasformarsi in un punto di riferimento per la città. Oggi la struttura è definitivamente chiusa e rimane in funzione il solo parcheggio di proprietà pubblica che viene utilizzato dai pendolari per la vicinanza con la stazione ferroviaria.

 

G.C.

Estratto da "Demalling - Una risposta alla dismissione commerciale", Maggioli Editore, 2014