Rackspace Hosting Headquarters


Riuso  - Da Windsor Park Mall (San Antonio) a ufficio e centro direzionale (Rackspace Hosting Headquarters)


Il riuso del Windsor Park Mall rappresenta un caso importante sia per quanto riguarda la qualità architettonica dell’intervento, sia per la visione imprenditoriale e strategica che sta alla base dell’intervento.

Nel 2007 RackSpace Hosting, una società in forte crescita che si occupa di servizi web (web hosting e cloud computing), era alla ricerca di un nuovo edificio nell’area di San Antonio. Costruirne uno da zero avrebbe richiesto troppo tempo, così Graham Westor, presidente della società, ha avuto l’idea di comprare il deadmall con l’obiettivo di trasformarlo nel nuovo centro direzionale della società (RackSpace Hosting Headquarters).

L’intervento si è svolto in fasi alterne nell’arco di quattro anni, interessando più di 50.000 m2 di superficie[1]. “Sembra che questo mall sia stato progettato per noi e non per lo shopping” ha dichiarato il presidente di RackSpace Hosting riferendosi alla coerenza tra la spazialità della nuova sede e lo spirito della società[2]. Tutti i dipendenti infatti possono girare liberamente nell’ambiente open space, dove si alternano le postazioni di lavoro, gli ambienti comuni, le aree ristoro e relax e le sale riunioni, tanto che questa concezione spaziale rende i lavoratori, i cosiddetti “rackers”, partecipi di una vera e propria comunità. Per provare questa sensazione, basta entrare nell’edificio con le immagini virtuali di Google Street View, che permettono di muoversi all’interno del vecchio mall come un qualsiasi dipendente[3]. Oltre alle modifiche distributive interne[4], si è assistito alla realizzazione di una nuova hall di ingresso, segnalata da una pensilina in ferro e vetro che rende l’intervento distinguibile dall’esterno, e all’aggiunta di aperture lungo le facciate cieche del mall e in copertura. Sono poi previsti ulteriori lavori sugli spazi esterni, tra cui la realizzazione di una nuova area verde pubblica con campi da gioco, pista di jogging, bar, installazioni artistiche e un’area attrezzata per gli eventi[5]. I costi dell’intervento hanno superato i 100 milioni di dollari, ai quali si sono aggiunti circa 5 milioni in oneri per le infrastrutture e 2.5 milioni donati dalla fondazione della società alla comunità circostante, in particolare destinati alle scuole primarie[6]. L’investimento per la comunità e la qualità del progetto interno, affidato a Studio 8 Architects, fanno di questo intervento un importante punto di riferimento per le future trasformazioni del patrimonio edilizio esistente, anche grazie alle attenzioni progettuali in termini di sostenibilità ambientale che hanno portato al riconoscimento “Leed Gold Certification”. Il Windsor Park Mall rappresenta pertanto uno dei più grandi ed eccentrici progetti di riuso di un edificio commerciale e sembra dare una speranza alle centinaia di mall dismessi sparsi per il paese[7].

Gabriele Cavoto - Estratto da "Demalling - Una risposta alla dismissione commerciale", Maggioli Editore, 2014


[1] La prima fase ha trasformato circa 9.000 m2 di superficie, la seconda 13.000 m2 e la terza 30.000 m2. Quando, nel 2009, Rackspace si è trasferito nel mall impiegava circa 1.200 persone. Oggi lavorano negli oltre 50.000 m2 del vecchio mall circa 3.200 dipendenti, il cui numero salirà a 4.000 nei prossimi anni. Goddard Dan R., Storming the Castle: inside Rackspace Headquarters, San Antonio Business Journal, 21 marzo 2013.

[2] “I feel like this mall was actually built for us and not for shopping”. Cfr. il video “The Castle: Inside Rackspace’s Headquarters” sul sito www.rackspace.com.

[3] Heath Garret, Get an inside look at the Rackspace ‘Castle’ via Google Street View, Cloud Industry Insights, www.rackspace.com, 26 febbraio 2013.

[4] L’interno attuale dell’edificio è un enorme spazio comune diviso in sei sezioni distinte dall’uso di materiali e colori differenti, che permettono di orientarsi nei 50.000 m2 disposti su due diversi livelli.

[5] Murphy Kate, Revitalizing a Dead Mall (don’t expect shoppers), The New York Times, 30 ottobre 2012.

[7] “This project suggests that there might be hidden opportunities in the nation’s glut of dead and dying malls and represents one of the country’s largest and quirkiest recycling efforts”. Murphy Kate, Revitalizing a Dead Mall (don’t expect shoppers), The New York Times, 30 ottobre 2012.