Vanderbilt University Medical Center


Integrazione  - Al 100 Oaks Mall (Nashville, Tennesee) si aggiungono servizi sanitari (Vanderbilt University Madical Center) e uffici.


Il centro sanitario privato Vanderbilt University Medical Center occupa una parte del vecchio il 100 Oaks Mall, uno shopping center costruito all’inizio degli anni ‘60. Il mall già dalla fine degli anni ‘80 era diventato un luogo inutilizzato e degradato ma godeva di una localizzazione molto favorevole, con un accesso diretto dalle grandi arterie stradali. In questo contesto lo studio di architettura GS&P Architects, chiamato a proporre uno scenario di trasformazione dell’edificio abbandonato, ha presentato un interessante progetto di integrazione della funzione commerciale del mall esistente con un complesso medico, il Vanderbilt University Medical Center[1]. Grazie a questo intervento la struttura è diventata una realtà importante nella zona, ospitando, oltre ad alcune cliniche specializzate, anche diverse attività commerciali, ricettive e residenziali. La superficie complessiva dell’intervento del 100 Oaks Mall raggiunge gli 81.000 m2: un terzo sono occupati dal Vanderbilt Medical Center, situato in larga parte al secondo piano del vecchio centro commerciale, mentre la parte restante è gestita da una società immobiliare, ATR & Associates, che si occupa di commercio e residenze. Il progetto sfrutta la galleria, la caratteristica primaria della tipologia dell’enclosed mall, come elemento distributivo per le nuove funzioni sanitarie, mentre gli interventi architettonici sulle facciate esistenti e il cambio di materiali dell’involucro hanno modificato l’immagine dell’edificio dall’esterno. Tuttavia la posizione dell’edificio nel lotto, arretrata rispetto al filo strada, rende il rapporto della struttura con le strade pubbliche e il tessuto urbano circostante non del tutto risolto. Nonostante ciò, l’intervento ha messo in moto nel corso degli anni anche altri investimenti importanti nelle aree contigue al centro e ha riattivato l’economia del quartiere, generando anche un innalzamento del valore dei terreni. Lo studio GS&P Architects ha lavorato a stretto contatto con gli imprenditori, la pubblica amministrazione e la proprietà del vecchio centro commerciale, investendo sulla sostenibilità ambientale dell’intervento[2]. Oggi, a ricordare il vecchio 100 Oaks Mall, rievocandone il nome, rimangono le cento nuove querce piantate nell’area durante il progetto di trasformazione.

Gabriele Cavoto - Estratto da "Demalling - Una risposta alla dismissione commerciale", Maggioli Editore, 2014


[1] Cfr. il sito internet di GS&P Architects: www.gspnet.com.

[2] Il progetto ha ottenuto la certificazione energetica LEED CI 2.0. “L’intervento sfrutta tutti gli elementi strutturali preesistenti, limitando al massimo i rifiuti in discarica, impiegando materiali prodotti localmente, evitando trasporti troppo lunghi da altre destinazioni, utilizzando vernici senza VOC e un sistema di illuminazione a bassissimo impatto energetico”. L’impatto dell’inquinamento luminoso delle superfici del parcheggio è minimizzato e sono state aumentate le aree verdi rispetto al numero di posti auto. Un sistema di raccolta acque permette di sfruttare l’acqua piovana per l’irrigazione e sono stati creati diversi collegamenti pedonali con le zone circostanti. Dal sito internet GS&P Architects: www.gsp.net.