Vulcania


Deadmall - Catania


Il centro commerciale Vulcania, aperto ad inizio anni ’80 e situato nel tessuto urbano di Catania, è oggi interamente abbandonato. L’edificio, sviluppato su cinque piani di cui due interrati, presenta un’articolazione spaziale piuttosto originale, costituita da un insieme di percorsi pedonali di collegamento su più livelli per i diversi volumi commerciali che un tempo ospitavano le attività del centro. Il modello di riferimento di Vulcania non è l’edificio monopiano con galleria coperta, ma una sorta di “grande magazzino” suddiviso in più moduli. Queste prime tipologie hanno subìto la competizione con le strutture più recenti, comparse nelle periferie e ispirate al format del mall, in particolare a causa della complessità dei percorsi di distribuzione, della dimensione contenuta dei negozi, dell’orientamento su


più piani e della localizzazione non facilmente accessibile in automobile. Quel che è certo è che ancora oggi il futuro della struttura resta più che mai incerto e, in seguito al fallimento delle attività un tempo presenti, il degrado a cui è sottoposta rischia di trasmettersi anche alle aree adiacenti.

G.C. - Estratto da "Demalling - Una risposta alla dismissione commerciale", Maggioli Editore, 2014


 

Estratto della tesi di laurea Adriana Di Mauro | Martin Pistorio DE(ad)MALL VULCANIA strategie di valorizzazione per un bene dimenticato

Il centro commerciale Vulcania fu una fra le prime strutture commerciali realizzate nel nostro paese. Il centro, situato all’interno del tessuto urbano di Catania, aprì all’inizio degli anni ’80 ed oggi risulta quasi interamente abbandonato. L’edificio, sviluppato su cinque piani di cui due interrati, presenta un’articolazione spaziale piuttosto originale, costituita da un insieme di percorsi pedonali di collegamento su più livelli per i diversi volumi che un tempo ospitavano più di cinquanta attività commerciali ed un supermercato. Il modello di riferimento di Vulcania non è il classico enclosed mall[9], ma una sorta di “grande magazzino” suddiviso in più moduli. Queste prime tipologie hanno subìto la competizione con le strutture più recenti, comparse nelle periferie ed ispirate al format del mall, in particolare a causa della complessità dei percorsi di distribuzione, della dimensione contenuta dei negozi, dell’orientamento su più piani e della localizzazione non facilmente accessibile in automobile. La prima fase di analisi si incentra su una ricerca a livello di cronaca, utile ad individuare sia le insoddisfazioni e le volontà dei residenti, sia le azioni mosse dalle associazioni e dalle amministrazioni comunali al riguardo. Da anni ormai ogni articolo possiede una radice comune denunciando il degrado, l’incuria ed le problematiche che incidono non solo all’interno della struttura stessa, ma soprattutto nell’intero quartiere. Nell’anno 2010 viene riportata una dichiarazione colma di rammarico dell’ex consigliere della terza municipalità Francesco Marano: “Da tempo ci occupiamo di questa vicenda. I cittadini sono esasperati. Noi abbiamo più volte chiesto all’Amministrazione un intervento per riqualificare la zona. Ma fra Comune ed ex negozianti è in atto un contenzioso che rende tutto immobile. La paura fra i cittadini è tanta. È uno schifo vedere come si è ridotta una struttura del genere”[10]. Vengono denunciate le condizioni igienico-sanitarie, la mancata vigilanza, il vandalismo e l’inciviltà quali nodi cruciali di quella “terra di nessuno” che viene altresì definita “uno scempio in pieno centro”. Una originale trovata verrà invece segnalata l’anno immediatamente successivo, quando un cartello stradale in piazza Aldo Moro apparirà dipinto con cerchi colorati concentrici e trafitto da scope, così da simulare un bersaglio[11]. Tale opera di street-art fu una creazione consapevole, chiaro riferimento alla rivolta popolare londinese denominata “Brooms army”, nel quale “l’esercito delle scope” appunto, scese in piazza per pulire e riconquistare, simbolicamente e pacificamente, le strade della città. Nell’anno 2012 Vulcania riceverà l’appelativo di “mostro di cemento”[12] e verrà evidenziato come, l’antesignano di circa quindici anni dei grandi centri commerciali del nuovo secolo, sia divenuto uno dei peggiori e disgustosi luoghi della nostra città, rappresentando così “la scommessa perduta”[13]. Ritroviamo una ulteriore ed importante dichiarazione del consigliere della circoscrizione Borgo- Sanzio Francesco Marano nel 2013: “Il vero problema è che l’amministrazione comunale negli ultimi dieci anni ha completamente dimenticato di occuparsi del primo centro commerciale di Catania.[...] Bisogna rilanciare l’idea di qualche anno fa di farne un polo universitario o comunque pensare ad un’iniziativa che possa rilanciarlo accontentando anche i privati, perchè se continua ad essere abbandonato e privo di controllo è normale che sia preda di disperati. Mi pare che in realtà non si voglia affrontare la questione”[14]. Nel 2014 vengono accesi i riflettori sull’omicidio del clochard a Vulcania[15], evidente segno dell’esasperazione sfociata in estrema violenza.

Il presidente della III municipalità Salvatore Rapisarda rilascerà nello stesso periodo un’intervista nella quale affermerà: “Purtroppo nonostante i nostri interventi, senza i fondi rilasciabili dal Comune continueremo a vivere in una situazione di stasi. Non c’è il personale di pertinenza , non c’è più agevolazione economica per i servizi sociali da almeno dieci anni, non c’è la possibilità di rimpinguare i fondi neanche per lo sport in generale. L’augurio che tutti ci facciamo, quindi, è che l’Amministrazione riesca ad azzerare al più presto l’addebitamento e mettersi d’accordo su come eliminare assieme il problema”[16]. Verrà segnalata più avanti l’urgenza di riqualificare Vulcania “per rilanciare una zona che deve ritornare ad essere uno spazio di aggregazione per i cittadini del quartiere e della città”[17]. A tal proposito ritroveremo una proposta del vice presidente della III municipalità Orazio Grasso[18], finalizzata alla realizzazione di un mercato rionale nell’ottica di agevolare i piccoli commercianti e gli abitanti della zona che potranno acquistare i loro prodotti senza doversi spostare dal quartiere in cui risiedono. Tale fiera consentirà inoltre di non dissipare le economie locali, che rimarranno dunque all’interno dello stesso ambito cittadino. L’anno 2015 è quello che più evidenzia chiare intenzioni di muovere iniziative che possano condurre ad una svolta delle condizioni disastrose in cui versa la struttura. Sottolineano infatti i consiglieri della III circoscrizione Leonardi e Sicari: “Sappiamo bene che si tratta di un complesso privato, ma il Comune ha l’obbligo di garantire almeno la manutenzione ordinaria degli spazi, che oggi si trovano in condizioni terribili”. Il sopralluogo da parte di una delegazione del Partito Democratico, verrà susseguito da una dichiarazione rilasciata in proposito dal parlamentare nazionale Giuseppe Berretta: “Tutto il contesto, dentro e fuori Vulcania è desolante e disastrato a causa della mancanza di manutenzioni e di pulizia, del verde incolto e di un complesso lasciato nel totale abbandono”[19]. È evidentemente necessaria una collaborazione sinergica per rendere possibile la riqualificazione dell’area e sarà il presidente della commissione consiliare al Bilancio Vincenzo Parisi ad affermare: “Il processo di recupero dell’intero immobile non sarà immediato o tempestivo ma ci sarà e comporterà una serie di cambiamenti che riguarderanno l’intero quartiere. A nessuno conviene tenere una struttura tanto grande in questa situazione. Ecco perchè è fondamentale anche la collaborazione di commercianti e imprenditori con cui sviluppare un tavolo di confronto da cui avviare un piano di lavoro da portare a termine nel breve, medio e lungo periodo”. Viene inoltre evidenziata la mancata valorizzazione del patrimonio verde e le condizioni di sicurezza dello stesso parco. Come afferma il vice presidente della III municipalità Orazio Grasso, infatti: “In passato ci siamo battuti anche contro i tossicodipendenti che, a pochi passi dai giochi o dai gazebo, abbandonavano le siringhe. Ben venga la possibilità di ripristinare i tavoli e le sedie in pietra lavica rubati dai gazebo [...] ma se non ci sono pattuglie e agenti pronti a prevenire eventuali raid vandalici, il nostroquartiere continuerà ad avere per le mani una enorme incompiuta dove nessun commerciante vorrà investire e nessuna famiglia o padrone dicani vorrà frequentare per paura di fare brutti incontri”[20].

La fine dell’anno ci donerà finalmente un intervento concreto, ovvero la riqualificazione di piazza Aldo Moro. Il Sindaco infatti dichiarerà: “Con pochissime risorse finanziarie ma con grande impegno da parte di tutti abbiamo rifatto l’illuminazione e risistemato la bambinopoli, creato un’area di sgambamento per i cani ed un campo da basket. Adesso i cittadini che hanno dato una mano devono aiutarci a difendere quest’area”[21]. Tale intervento rappresenta dunque un simbolo della Catania che rinasce grazie all’impegno ed alla perseveranza dei cittadini e delle Istituzioni. Focalizzando l’attenzione sulla cronaca dell’anno in corso e di quello appena trascorso, quasi nulla sembra essere mutato o perlomeno non in maniera significativa. Ancora una volta a denunciare la situazione insostenibile sarà il consigliere della III municipalità Orazio Grasso: “Bivacchi ovunque e interi piani trasformati in bagni improvvisati a cielo aperto. [...] A Vulcania ci sarebbero tutte le potenzialità necessarie per trasformarlo in uno dei principali salotti buoni della città. Bisogna cominciare dalle opere primarie che prevedano la pulizia e la bonifica dai rifiuti dalle zone di proprietà comunale”[22]. Ricordiamo che Vulcania possiede un nodo irrisolto non indifferente, in quanto risulta suddiviso tra privati ed amministrazione comunale. Oggi l’impianto appare come uno scheletro di calcestruzzo armato decadente costituito da tanti box vuoti al suo interno. Dal 2006 al 2010 gli uffici della municipalità di Borgo Sanzio hanno subìto ben quattro attacchi vandalici per un danno complessivo di circa 50.000 euro, a causa di bagni distrutti, furto di computer ed incendi appiccati al locale distaccamento della sede dei vigili urbani. Si è resa dunque necessaria, in conseguenza di ciò, l’installazione di cancelli antisfondamento a protezione degli accessi agli uffici comunali. Purtroppo i commercianti della zona lamentano da tempo di vivere in costante timore, ma soprattutto di sentirsi abbandonati da parte del Comune e dichiarano: “Siamo stanchi di vivere in questo degrado, la gente non viene più a fare acquisti in questa zona perchè, giustamente, ha paura e noi commercianti continuando così dovremo chiudere le nostre attività che sono il sostentamento delle nostre famiglie. Abbiamo pure pensato di sobbarcarci a nostre spese l’ingaggio di un servizio di vigilanza privata, ma sarebbe un’ulteriore spesa per noi insostenibile davanti al calo dei clienti. Perchè il Comune si ricorda di noi solo per le tasse che ci chiede e poi ci abbandona a noi stessi?”[23]. Eppure lo scorso anno rappresentava quello delle grandi aspettative, in quanto veniva dichiarato: “la Legge di Stabilità 2016 stanzia 500 milioni di euro per la riqualificazione urbana e la sicurezza nelle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia. Obiettivi che prevedono la realizzazione di interventi urgenti per la rigenerazione delle aree urbane degradate, l’accrescimento della sicurezza territoriale, il potenziamentodella mobilità sostenibile, lo sviluppo di pratiche di inclusione sociale anche con il coinvolgimento del terzo settore e del Servizio civile nazionale, l’adeguamento delle infrastrutture destinate ai servizi sociali, culturali, educativi e didattici”[24]. Nonostante ciò, la cronaca rispettiva all’anno in corso continua ad evidenziare le stesse problematiche precedenti e viene ricordato dal presidente della commissione tributi Salvatore Tomarchio: “Già in passato associazioni e volontari hanno cercato di ripulire questa enorme pattumiera ottenendo ben pochi risultati, visto che l’amministrazione continua a disinteressarsi del problema”[25]. Un’altra iniziativa sembra però essersi concretizzata, quest’anno. Nasce infatti a Vulcania il Mercato del contadino, attivo ogni domenica ed in via sperimentale fino a Dicembre. Dichiara il Sindaco di Catania Enzo Bianco: “Si tratta del terzo mercato del genere a Catania e nasce per favorire l’incontro tra produttori e consumatori”[26]. Il Mercato del contadino siciliano, promosso da Confagricoltura, Cia e Codacons, offrirà prodotti di alta qualità a chilometro zero, distribuiti da operatori provenienti da diverse zone della Sicilia. Esso rappresenta il terzo mercatino di questo tipo, successivo soltanto a quelli di piazza Giovanni Verga e di viale Raffaello Sanzio.

 

Estratto della tesi di laurea

Adriana Di Mauro | Martin Pistorio - DE(ad)MALL VULCANIA strategie di valorizzazione per un bene dimenticato

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CATANIA - S.D.S. di Architettura di Siracusa

Fotografie: Adriana Di Mauro | Martin Pistorio

Guarda la tesi completa: Tesi di laurea DE(ad)MALL VULCANIA - strategie di valorizzazione per un bene dimenticato - Adriana Di Mauro | Martin Pistorio

 

 

[10] - “Catania-vulcania: da centro commerciale ad ospizio di sbandati e drogati”, quotidiano di sicilia, 12 Agosto 2010

[11] - “L’esercito delle scope arriva a Catania e gioca al bersaglio con i segnali stradali”, corriere del mezzogiorno, 30 Agosto 2011

[12] - ”Ex centro commerciale Vulcania: mostro di cemento dentro la città”, catania today, 17 Ottobre 2012

[13] - “Vulcania, la scommessa perduta è divenuta una vergogna”, sicilia&donna, 24 Aprile 2012

[14] - “Vulcania, il fu primo centro commerciale etneo riposa nel degrado da dieci anni”, corriere del mezzogiorno, 18 Gennaio 2013

[15] - ”Omicidio del clochard a Vulcania, un arresto. La violenza è segno dell’esasperazione”, meridione news, 21 Marzo 2014

[16] - “Vulcania, buco nero nel cuore di Catania”, sicilia journal, 14 Aprile 2014

[17] - “Catania, degrado a Vulcania. Il Comune riqualifichi la zona”, la sicilia web, 17 Giugno 2014

[18] - ”Terza circoscrizione, urgenza creazione mercato rionale a Borgo-Sanzio”, catania today, 23 Ottobre 2014

[19] - “C’era una volta, in pena città, il centro Vulcania: ora è totalmente abbandonato”, catania report, 27 Settembre 2015

[20] - “Ex Vulcania, solo degrado. Non si può lasciare così”, la sicilia, 16 Marzo 2015

[21] - ”Riqualificata piazza Aldo Moro, Bianco: Un simbolo della Catania che rinasce grazie a cittadini e Istituzioni”, SUD giornalismo d’inchiesta, 28 novembre 2015

[22] - ”Bivacchi e bagni a cielo aperto: nell’ex centro commerciale Vulcania è emergenza sociale”, la sicilia, 26 Dicembre 2016

[23] - “Vulcania, il simbolo degli anni ‘90 è ormai una baraccopoli”, blog sicilia.it, 15 Luglio 2016

[24] - “Catania e l’aspettativa per il 2016 della fine della fatiscente Vulcania”, messina web tv, 1 Gennaio 2016

[25] - “C’era una volta il primo centro commerciale”, sicilia network,10 Aprile 2017

[26] - “Il mercato del contadino a Vulcania: in via sperimentale fino a dicembre”, catania today, 21 Maggio 2017

 

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